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10 marzo 2010   h: 21.13

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Haiti: Save the Children apre le prime scuole temporanee

Saranno 300 quelle operative nelle prossime settimane per i 400.000 i bambini ancora sfollati.

 

PORT-AU-PRINCE, Haiti. Sono tornati in classe i bambini della Scuola Cejecodema di Martissant, alla periferia di  Port-Au-Prince ad Haiti. Save the Children, operativa nell’isola caraibica dalle ore successive al terremoto, ha infatti fornito tende dove sono state allestite delle aule, e ha provveduto ai materiali scolastici per centinaia di bambini che hanno così potuto riprendere a studiare e tornare ad un minimo di normalità.

A Martissant, dove case ed edifici sono stati distrutti dal terremoto del 12 gennaio, le ampie tende installate da Save the Children consentono ai bambini sia di fare lezione sia di giocare e interagire con i propri coetanei in un ambiente protetto. Da quando le scuole temporanee hanno aperto – 3 giorni fa – i bambini frequentanti sono passati da una dozzina ai 132 attuali e si stima che arriveranno a 400 in pochi giorni. 
Save the Children ha deciso di concentrare le proprie attività nell’allestimento di classi temporanee quale intervento chiave per aiutare i minori più vulnerabili a riprendersi dal trauma del terremoto. L’organizzazione si è data come obiettivo l’attivazione e apertura di 300 scuole tra temporanee o già esistenti e ristrutturate.

Si stima[1] che il 90% degli edifici scolastici nelle aree colpite siano stati danneggiati o distrutti; che oltre 400.000 bambini siano tuttora sfollati e che solo il 50% di studenti sia rientrato nelle scuole non danneggiate e di nuovo funzionanti dall’1 febbraio.
"I bambini sono stati profondamente colpiti dagli eventi a cui hanno assistito. In centinaia di migliaia sono stati costretti ad abbandonare le proprie case, il che ha contribuito ad accrescere la loro ansia e paura tenuto conto anche del fatto che le scosse continuano così come i crolli di abitazioni e scuole”, spiega Annie Foster, Responsabile del team di Emergenza di Save the Children ad Haiti. "Le classi temporanee allestite da Save the Children assicurano ai bambini attività strutturate in un ambiente sicuro e protetto, aiutandoli a riacquisire un senso di normalità, a reagire e a riconquistare la fiducia nel futuro”.

Jimmy, 10 anni, di Martissant, è al suo primo giorno nella Scuola temporanea di Save the Children: “Mi piace studiare e ho voglia di imparare”, dice. “La mia scuola è stata abbattuta dal terremoto e non voglio tornarci perché mi spaventa avere qualcosa sulla testa. La scuola di Save the Children mi piace perché è fuori e mi fa sentire tranquillo”.
In un paese in cui solo il 51% di minori frequentava la scuola, prima del sisma, e in cui mediamente un bambino riesce a completare solo il ciclo di scuola primaria, l’impatto del terremoto sul sistema scolastico è stato devastante. Al fine di garantire ai bambini di continuare ad avere accesso ad un’istruzione, Save the Children lavorerà sia con le scuole pubbliche che con quelle private e comunitarie.

"E’ cruciale riavviare il sistema scolastico, specialmente all’indomani di un evento disastroso come il terremoto che ha colpito Haiti”, spiega ancora Anne Foster. "L’istruzione non è solo un diritto ma è anche uno strumento fondamentale per proteggere i bambini da malattie o addirittura dalla morte, fornendo loro informazioni e nozioni relative alla igiene e alla salute. Inoltre la scuola contribuisce al benessere psicologico del bambino, offrendogli uno spazio sicuro e protetto dove interagire positivamente con i propri coetanei”.

Save the Children sta supportando minori e adulti ad Haiti da più di 1 mese. Nelle ore immediatamente successive al terremoto, l’organizzazione internazionale ha distribuito aiuti di prima necessità come utensili da cucina, sapone, teli di plastica, acqua potabile, medicine e forniture mediche, per un totale di 500.000 persone raggiunte. Oltre 500 gli operatori di Save the Children al momento attivi sull’isola.

Nell’arco dei prossimi 24 mesi - attraverso un primo intervento di emergenza e un secondo di post emergenza - Save the Children si è data i seguenti obiettivi nell’ambito dell’istruzione:
• garantire a 160.000 bambini attività scolastiche all’interno di ambienti e strutture protette e sicure;
• accrescere la capacità degli insegnanti di fornire un’istruzione di qualità;
• assicurare ai bambini più piccoli l’accesso a servizi per lo sviluppo della prima infanzia;
• garantire a 10.000 minori che non sono potuti andare a scuola, corsi scolastici accelerati;
• rafforzare la collaborazione con il Ministero dell’Istruzione contribuendo ad accrescere la sua capacità di provvedere ad un’educazione di livello per i minori direttamente o indirettamente colpiti dal terremoto.
Sono disponibili foto delle attività di Save the Children e case-studies dei bambini seguiti e aiutati.

nota (1) Fonte: Ministero dell'Istruzione di Haiti

Per ulteriori informazioni:
Ufficio Stampa Save the Children Italia
Tel: 06.48070023-71
press@savethechildren.it
www.savethechildren.it

 

 

Roma, 9 marzo  2010


GVC A SOSTEGNO DELLE DONNE AFGHANE

GVC è presente in Afghanistan dall'ottobre 2002, lavorando prevalentemente in collaborazione con Ong afghane e focalizzando i propri interventi nei settori sociale ed agricolo, con progetti a favore della popolazione più vulnerabile (bambini, donne, vedove).
Dal 2007 il GVC ha incentrato il proprio intervento nella provincia di Herat, nei distretti di Karoukh, Injill e Guzara, con progetti a sostegno della popolazione rurale femminile in un’area particolarmente colpita dalla pressione demografica dovuta al rientro in patria dei rifugiati.I progetti finanziati dal MAE (Ministero Affari Esteri), si pongono come obiettivo principale il miglioramento delle condizioni di vita della popolazione grazie ad un programma di auto sostentamento alimentare attraverso l’allevamento di capre e la realizzazione di orti familiari.
Nell’identificazione dei beneficiari si è data priorità alle donne sole a capo di nuclei familiari quali le vedove, le donne ex rifugiate e quelle estremamente povere sulla base dei dati derivanti dall’analisi sul campo.
Ben 300 famiglie localizzate in 20 villaggi hanno ricevuto tre capre ed una serra ciascuna, oltre ad attrezzi, mangime per gli animali e formazione in ambito agricolo, incrementando così la disponibilità di prodotti orto-frutticoli e la disponibilità di latte e carne per il proprio fabbisogno e la vendita sui mercati locali.
Proprio in questi giorni prenderà avvio un nuovo programma di intervento che amplierà a 30 nuovi villaggi i precedenti interventi, coinvolgendo 300 nuove beneficiarie.
Le donne sono le principali beneficiarie dei progetti in considerazione della loro particolare vulnerabilità nell’ambito della società afghana.
Secondo il “National Reconstruction and Poverty Reduction —the Role of Women in Afghanistan’s Future” pubblicato a cura della Banca Mondiale, l’agricoltura e tutte le attività ad essa correlate, costituiscono il maggior veicolo di partecipazione delle donne all’economia.
Ancora oggi però in Afghanistan il ruolo della donna nella vita economica rimane molto limitato, e ciò rende particolarmente difficile anche la semplice sussistenza per il gran numero di famiglie condotte da donne sole.
Il sostegno al ruolo delle donne diviene quindi un aspetto chiave nella sfida alla ripresa dello sviluppo del paese.

 

 

 

Roma, 5 marzo  2010


Mio fratello è africano

ALÌ SUPERMERCATI E MEDICI CON L’AFRICA CUAMM. Fino all’8 marzo i principali punti vendita della Provincia di Padova accolgono i totem della campagna per il diritto alla salute delle popolazioni africane

In controtendenza rispetto al clima di ostilità verso il diverso che pervade sempre più le città venete, Medici con l’Africa Cuamm torna a dire con forza: “Mio fratello è Africano”. Lo fa grazie al sostegno di Alì Supermercati che dal 15 febbraio, fino all’8 marzo, aderisce alla garbata provocazione ospitando nei principali punti vendita della Provincia di Padova i totem con i volti anneriti dei nove testimonial della campagna.

Presentata al pubblico nazionale lo scorso novembre “Mio fratello è Africano” parla di come di fronte alla malattia e alla sofferenza siamo tutti uguali. Non è quindi questione di schieramenti politici. È una faccenda che ha a che fare con il diritto umano fondamentale di essere curati. Niccolò Ammaniti, Niccolò Fabi, Alessadro Fei e Samuele Papi, Francesco Facchinetti, Mago Forest, Rossano Galtarossa, Luca Manfredi, Veronica  Pivetti prestano il loro volto a questa campagna: ritratti che “testimoniano” una scelta e invitano a seguirla per consentire a Medici con l’Africa Cuamm di continuare la sua attività a sostegno del diritto alla salute in Africa.

«Abbiamo bisogno di persone e istituzioni che parlino poco e facciano molto e bene» dichiara don Dante Carraro, direttore di Medici con l’Africa Cuamm. «Alì Supermercati è una di queste realtà cui va tutta la nostra riconoscenza e gratitudine».

L’adesione alla campagna da parte di Alì si colloca infatti in un percorso di lungo periodo che vede la catena di supermercati sostenere l’attività di Medici con l’Africa Cuamm dal 2007 per la costruzione, l’equipaggiamento e il mantenimento di un laboratorio d'analisi per la cura dell'Hiv/Aids in Kenya. L’iniziativa, che ha raccolto ad oggi oltre 110.000 euro, è inserita all’interno del catalogo premi Alì con la possibilità per i clienti di devolvere i punti della carta fedeltà a questa causa.

«I supermercati Alí si sono sempre dimostrati fortemente radicati al territorio, non solo per la loro capillare presenza, ma anche attraverso il sostegno di una serie di iniziative rivolte al sociale. Dal 2007 sosteniamo i progetti di Medici con l’Africa CUAMM  perché crediamo nella Missione della lotta contro l’AIDS  e crediamo nel costante impegno profuso da Medici con l’Africa Cuamm nel fornire supporti concreti per prevenire il diffondersi del virus tra i nostri fratelli Africani. Motivo di orgoglio è riscontrare che anche i nostri Clienti hanno creduto ai progetti che abbiamo deciso di sostenere, raccogliendo insieme a noi, dal 2007 oltre 110.000 euro. Insieme abbiamo quindi raggiunto obiettivi importanti e insieme vogliamo continuare a perseguirli», dichiara Marco Canella, il Titolare di Alì S.p.A.

Dopo il periodo di esposizione dei totem – presso l’Alìper di Padova in via Saetta, l’Alìper di Piove di Sacco, l’Alìper di Piazzola sul Brenta, l’Alìper di Maserà, l’Alìper di Abano Terme e l’Alì di Terranegra – la campagna continuerà a viaggiare attraverso le bustine di zucchero Alì che ricordano a tutti, anche di fronte a un caffè, che “Mio fratello è Africano”.

Nella foto il titolare Marco Canella e la moglie Simonetta con don Luigi Mazzucato, delegato per le relazione esterne di Medici con l’Africa Cuamm suggellano simbolicamente la collaborazione con una stretta di mano di fronte a un totem della campagna ospitato presso l’Alìper di Padova di via Saetta.

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Linda Previato
Settore Comunicazione
Medici con l’Africa Cuamm
Via San Francesco, 126 - 35121 Padova - Italy
t. +39 049 8751279
t. +39 049 8751649
c. 340.6920505
f. +39 049 8754738
www.mediciconlafrica.org

Roma, 5 marzo  2010


"Il tuo vecchio cellulare è ancora una risorsa".

Terra Nuova, sempre attenta alla realizzazione di progetti di cooperazione internazionale rispettosi dell’ambiente, promuove la raccolta di cellulari usati a sostegno dei propri progetti.

 

Per ogni cellulare raccolto, anche non funzionante, la società Redeem * (che si occupa del riutilizzo, riciclo, commercializzazione e/o smaltimento dei telefoni cellulari usati) ci devolve infatti un contributo.
La Campagna ha diversi obiettivi oltre quello di raccogliere fondi da destinare ai nostri progetti: incoraggiare comportamenti e modelli di consumo attenti e responsabili, agevolare lo smaltimento corretto dei rifiuti e fare di un rifiuto una nuova risorsa,favorire il riuso della telefonia mobile e la sua fruibilità a costo contenuto per vasti settori di consumatori. 

I fondi raccolti quest'anno andranno a sostenere la Campagna "Amazzonia è vita" per progetti in Perù finalizzati:

ad assicurare il diritto alla salute delle comunità locali attraverso la formazione di infermieri indigeni, favorendo il recupero dei saperi terapeutici tradizionali; 
al ripristino degli equilibriecologici messi a rischio dallo sfruttamento indiscriminato:
 - riforestando gli argini dei fiumi per proteggerli dalla erosione;
 - sviluppando la piscicoltura sostenibile per l’alimentazione delle comunità locali e il ripopolamento dei corsi d’acqua;
 - reintroducendo specie vegetali utili all’ambiente e alle comunità negli spazi dove sono state eliminate.
Partecipare è semplice! 


Basta donare il proprio cellulare** in uno dei centri di raccolta sparsi in tutta Italia o rendersi disponibile a farsi carico di un nuovo punto di  raccolta***.
Per conoscere i dettagli visitate il nostro sito o contattateci!

 

Contatti:
Responsabile Raccolta Fondi
Giorgia Leva  
Tel:392.7788043 fax:06.80662557
Mail: giorgialeva@raccoltafondi.com
www.terranuova.org

 

 

Roma, 23 febbraio  2020


Emergenza Haiti - CIPSI

Un fondo speciale aperto con la rivista Solidarietà Internazionale per le donazioni a sostegno della popolazione haitiana colpita dal sisma.

Una catastrofe nella miseria! Necessarie risorse per sostenere i primi interventi in una popolazione tra le più povere del mondo. Le associazioni del Cipsi, presenti da anni ad Haiti con iniziative nel settore sanitario, educativo, agricolo e dei diritti, sono al lavoro.

Solidarietà e Cooperazione – Cipsi (coordinamento di 45 associazioni di solidarietà e cooperazione internazionale) e la rivista Solidarietà internazionale si mobilitano per la popolazione di Haiti, e aprono un fondo speciale di raccolta fondi per sostenere i primi interventi necessari alle popolazioni colpite. Le donazioni si possono effettuare con un versamento sul c/c postale 11133204 intestato a Cipsi, con causale Emergenza Haiti o versando sul conto intestato a Cipsi su Banca Etica n. IBAN: IT21Z0501803200000000116280.

Le associazioni del Cipsi sono presenti da oltre 10 anni nel paese ed hanno molti amici e partner locali ad Haiti. I fondi saranno impiegati per le prime necessità di questo enorme disastro attraverso interventi in ambito igienico, sanitario, acqua, agricolo e di difesa dei diritti. Un’apposita unità è stata attivata per inviare ad Haiti quanto necessario non appena possibile. 

 

Per informazioni: Cipsi, tel. 06.5414894, web: www.cipsi.it.
 

Roma, 20 gennaio 2010

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