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11 marzo 2010   h: 16.53

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Onglombardia

Il timone conteso della nave umanitaria

Haiti e la gara di solidarietà ripropongono gli interrogativi su competenze e rapporti istituzionali: ministero degli Esteri o Protezione civile? E "l'umana commozione" e' travolta da esigenze di visibilità e protagonismo politico

L'emergenza delle emergenze internazionali. Gli aiuti umanitari all'estero aprono seri interrogativi sulle competenze e i rapporti istituzionali. Parte da qui la riflessione dell'organizzazione umanitaria Intersos, riportata in un documento di trenta punti, che la ong ha inviato alla Presidenza del Consiglio, al ministero degli Esteri e alle commissioni Esteri di Camera e Senato. "Le emergenze internazionale hanno suscitato l'attenzione di molti soggetti istituzionali che, spesso in modo disorganico e scoordinato, si sono mossi nell'ultimo decennio per portare la loro parte di soccorso e di solidarieta'", si legge nel testo, "l'umana commozione e' stata talvolta rafforzata da esigenze di visibilita' e protagonismo politico, fino all'occupazione di spazi istituzionali non propri".
  Intersos, spiega in una nota Nino Sergi, segretario generale, "ha quindi sentito l'esigenza di aprire, senza alcun intento polemico, una riflessione, fornendo elementi di conoscenza e di analisi su una materia che tocca cosi' profondamente i sentimenti degli italiani". L'attenzione e' stata in particolare posta sugli ultimi anni, sull'evoluzione della normativa, "sulle sue modifiche o singolari interpretazioni" e, quindi, "sul cambiamento dei ruoli istituzionali negli interventi umanitari per fronteggiare le emergenze all'estero". Il documento parla delle competenze del ministero degli Esteri e del dipartimento della Protezione civile e dimostra come "in questa materia le legge vigente sia stata sistematicamente svilita da ripetute ordinanze e perfino da semplici commi inseriti in ordinanze di tutt'altro contenuto". Sembra anche che la stessa amministrazione degli Esteri, continua l'analisi di Sergi, "non abbia saputo o voluto difendere le proprie prerogative che invece negli altri Paesi europei sono severamente difese". Scrive il segretario generale di Intersos: "Il quadro legislativo in materia di soccorso all'estero e' estremamente chiaro e ne attribuisce la competenza al ministero degli Esteri, il cui ministro 'promuove e coordina nell'ambito del settore pubblico, nonche' tra questi e il settore privato, programmi operativi e ogni altra iniziativa', compresi 'l'invio di missioni di soccorso... interventi imperniati sulla sanita'... le infrastrutture di base... indispensabili per l'immediato soddisfacimento dei bisogni fondamentali dell'uomo in aree colpite da calamita'...'. E' prevista anche l'intesa con il Dipartimento della protezione civile per la realizzazione degli interventi". Tuttavia, sottolinea Intersos, per Haiti, ancor piu' che per lo Sri Lanka, vi e' stato un "radicale" ribaltamento: "un'ordinanza del presidente del Consiglio ha di fatto annullato lo spazio e l'azione del ministero degli Esteri con l'affidamento del coordinamento di tutti gli interventi pubblici al dipartimento della Protezione civile, insieme alla dotazione di un fondo operativo e la possibilita' di agire in deroga alle disposizioni della contabilita' dello Stato. Cio' che e' stato negato al ministero per legge preposto agli interventi di cooperazione e di emergenza all'estero, viene concesso ad altra istituzione, benemerita ma con competenze istituzionali diverse, anche se talvolta operativamente coincidenti con quelle affidate per legge ad altra istituzione".
  L'esigenza di analizzare, approfondire e fare chiarezza espressa da Intersos deriva dal fatto che qualcosa, nel cammino fatto finora, "va forse rivista". Ed "e' bene farlo presto", avverte Sergi, "anche per sapere quale istituzione partecipera' alla conferenza dei Paesi donatori per la ricostruzione di Haiti nel prossimo mese di marzo: il ministero degli Esteri-direzione generale Cooperazione allo sviluppo o la Presidenza del Consiglio-dipartimento della protezione civile?".

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