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6 settembre 2010   h: 07.42

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L'Italia dei migranti si ferma per un giorno

Con il simbolico lancio di palloncini gialli nei cieli di oltre 60 città ha preso il via il primo sciopero degli immigrati in Italia, 'Primo Marzo. Un giorno senza di noi'. Centinaia le iniziative e i cortei contro il razzismo.

L'Italia dei migranti si ferma per un giorno. Con il simbolico lancio di palloncini gialli nei cieli di oltre 60 citta' ha preso il via il primo 'sciopero' dei migranti in Italia: 'Primo Marzo. Un giorno senza di
noi-lo sciopero degli stranieri'. Centinaia le iniziative e i cortei contro il razzismo e la xenofobia organizzati dalle associazioni della societa' civile e dalle comunita' di migranti. Una popolazione di quasi cinque milioni di persone, senza il cui contributo determinante nel settore del lavoro, ammonisce Coldiretti, non sarebbe possibile la produzione di numerose eccellenze del 'Made in Italy' alimentare. Dalla raccolta delle mele della Val di Non in Trentino alla mungitura delle mucche per il Parmigiano Reggiano, dalla vendemmia dei vini 'Doc' alla cura dei greggi per il pecorino romano fino alla raccolta della frutta Igp dell'Emilia Romagna. E
sempre Coldiretti sottolinea come nelle campagne italiane piu' di un lavoratore su dieci sia extracomunitario, con circa 30mila aziende agricole italiane che assumono lavoratori provenienti da fuori dell'Europa. In occasione della giornata la Cia ha chiesto "subito" la pubblicazione del decreto sugli 80mila stagionali e ribadito l'impegno contro "lo sfruttamento, il lavoro nero e il
razzismo".
    Tra le numerose organizzazioni coinvolte, Legambiente mette l'accento sull'immagine "anacronistica e grottesca" di un'Italia senza immigrati e torna a condannare "i fatti di Rosarno, gli scandali sulla gestione dei centri di accoglienza, la cultura razzista che si sta diffondendo" e a chiedere "una nuova cultura dell'accoglienza e della condivisione che superi i limiti delle
politiche sull'immigrazione adottate negli ultimi anni".Unanime il sostegno all'iniziativa da parte del Pdl e dell'opposizione. Se il Partito democratico prende parte compatto alle iniziative di piazza della giornata, molti esponenti del principale partito di governo sostengono l'iniziativa. Cosi', il vicepresidente della commissione Lavoro della Camera, Giuliano Cazzola (Pdl) appoggia le motivazioni dello sciopero: "Gli immigrati vogliono dimostrare non solo di esistere - spiega in una nota - ma di essere indispensabili con il loro lavoro alle attivita' economiche e sociali del Paese: circostanza assolutamente vera". Della stessa lunghezza d'onda il deputato Pdl Benedetto Della Vedova. Adesioni anche dalla candidata del centrosinistra alla presidenza della Regione Lazio, Emma Bonino (che parla di "vera integrazione") e dal portavoce dell'Italia dei valori, Leoluca Orlando.

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