
Ingrid Betancourt è libera. L'ex candidata alle presidenziali della Colombia e' stata portata via dal rifugio nella giungla in cui i guerriglieri delle Farc la tenevano progioniera insieme ad altri 14 ostaggi, anch'essi liberati. Poche ore dopo il blitz militare dell'esercito colombiano che l'ha portata in salvo, la Betancourt aveva parlato al telefono con Sarkozy e con la moglie Carla Bruni, per ringraziarli per la partecipazione alla "marcia bianca" del 6 aprile a Parigi, l'ultima di una lunga serie organizzata negli ultimi sei anni per sollecitare il suo rilascio. Il presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, si e' rallegrato perche' una "donna simbolo di liberta' e di coraggio nel battersi pacificamente per i propri ideali, e' stata restituita ai suoi affetti ed al suo popolo". Per il ministro degli Esteri, Franco Frattini, Ingrid Betancourt sarebbe "un'eccellente candidata" al Nobel per la Pace.
Il mondo riconosce il trionfo di Uribe
La liberazione di Ingrid Betancourt da sei anni ostaggio
delle Farc da parte delle forze armate di Bogota' segna il trionfo del presidente colombiano Alvaro Uribe. I leader di tutto il mondo, a partire dal presidente Nicolas Sarkozy, hanno ringraziato Uribe e l'esercito colombiano. Dall'Eliseo Sarkozy ha elogiato "l'impegno di Uribe" e anche i figli di Ingrid, Melanie e Lorenzo, e la sorella Astrid, accanto al presidente francese hanno reso omaggio al presidente colombiano. I familiari dell'ex candidata presidenziale in passato avevano aspramente criticato Uribe, accusandolo di aver ostacolato il tentativo di mediazione del presidente venezuelano Hugo Chavez, finora significativamente silente. Scontati gli elogi di George W. Bush, il principale alleato di Uribe, definito "un leader forte" dal presidente americano.
Sulla stessa linea il premier spagnolo Jose Luiz Rodriguez Zapatero che ha inviato un telegramma di congratulazioni al presidente colombiano Alvaro Uribe. Elogi anche dal rappresentante della politica estera dell'Ue, Javier Solana, che in un comunicato si e' felicitato "con il presidente colombiano Alvaro Uribe e con le forze armate" di Bogota'. In Sudamerica il segretario generale dell'Organizzazione dei Paesi americani (Osa), José Miguel Insulza, ha ringraziato il presidente colombaino per l'operazione di intelligence e militare che ha portato all'operazione della Betancourt.
Il ritorno in famiglia
Nel riabbracciare i suoi figli che non vedeva da sette anni, Melanie e Lorenzo, l'ex candidata alle presidenziali ha confessatto alla stampa che l'incontro e' stato "qualcosa di simile al Paradiso". "L'ultima volta che vidi Lorenzo era molto giovane: sono molto orgogliosa di loro: hanno lottato e si sono battuti fortemente per la mia liberazione". Già all'indomani della liberazione, per Ingrid Betancourt è iniziata la faticosa compilazione dell'agenda personale: dopo le autorità di Colombia e Francia, la prossima visita sarà al Papa, che la riceverà in Vaticano la prossima settimana. E' stata lei stessa, una cattolica molto devota, a riferire dell'invito per un'udienza da Benedetto XVI di cui le ha dato notizia la sorella Astrid. "La data non e' ancora stata fissata ma il Vaticano ha confermato il mio incontro con il Papa, e' un appuntamento che non posso perdermi", ha spiegato nel corso di una conferenza stampa all'ambasciata francese a Bogota'. La mamma di Ingrid, Yolanda Pulecio, fu ricevuta nel febbraio 2007 dal Papa che le assicuro' di pregare per Ingrid e di conoscere bene "la situazione difficile" in cui si trovava.
Un evento di straordinaria importanza
Un evento di "straordinaria importanza che avrà certamente ripercussioni economiche e sociali in Colombia e in tutta la subregione". Così Domenico Bruzzone, direttore dell'Unità tecnica locale (Utl) della Cooperazione allo sviluppo italiana in Colombia, che opera a La Paz, sulla liberazione di Ingrid Betancourt. La cooperazione italiana ha sempre concentrato la sua attenzione in Colombia la, ha spiegato Bruzzone, in particolare attraverso lo strumento multilaterale e con l'operato delle ong, "che hanno una capacità unica di stabilire rapporti con i territori e con le comunità locali", ho sottolineato il direttore dell'Utl. "I migliori risultati si sono avuti sul terreno dell'istruzione e della formazione", ha continuato, "campo di specializzazione delle ong".