
(AGI) - Roma 12 giu. - Si chiudono oggi a Bonn i negoziati tra
i Paesi membri delle Nazioni Unite del gruppo sul cambiamento
Climatico (Unfccc), in vista dell'accordo post-Kyoto di
Copenhagen. La rete di ong cattoliche Focsiv e' presente
all'incontro al fianco della Cidse, il network delle agenzie di
sviluppo della Chiesa cattolica in Europa e Nord America. I
negoziati, in corso dal primo giugno, hanno visto la societa'
civile in prima linea per un accordo che tuteli i Paesi poveri,
su cui ricadono maggiormente gli effetti del surriscaldamento
del pianeta. "Gli standard di riduzione delle emissioni
raggiunti dai Paesi industrializzati sono ancora molto lontani
dagli obiettivi posti dal protocollo del 1998", riferiscono
dalla Focsiv, "e, mentre un impegno concreto per il
raggiungimento degli stessi dovrebbe venire proprio dalle
economie avanzate, queste non sembrano ancora percepire
l'urgenza di arrivare a una soluzione". A Bonn per la Focsiv e'
presente Luca Basile, membro del comitato scientifico della
campagna 'Crea un clima di giustizia', promossa a livello
internazionale in collaborazione con la Cidse e in Italia con
le principali associazioni cattoliche. Durante lo svolgimento
dei negoziati, Focsiv e Cidse hanno presentato il documento
'Ridurre la vulnerabilita' per aumentare la resistenza:
l'importanza delle tecnologie di adattamento per un accordo
vincolante sul clima post-2012'.
La relazione sara' diffusa ai decisori nazionali ed
europei, con l'obiettivo di aumentare la pressione in un
momento in cui Italia ed Europa stanno definendo l'accordo con
cui arrivare a Copenhagen. "Con questo documento", ha
sottolineato Sergio Marelli, direttore Focsiv, "abbiamo scelto
di portare sul tavolo delle decisioni esperienze e tecnologie
concrete gia' messe in campo dai Paesi in via di sviluppo e
che, sostenute da risorse adeguate, possono costituire una
soluzione complessiva al problema ambientale globale. Per
perseguire il 'New Green Deal' dobbiamo ripartire dalle risorse
verdi, ma investendo su strumenti e modelli di produzione
adeguati, con l'attenzione rivolta a chi vive in situazioni di
poverta', proprio da li' giungono proposte accessibili, non
costose e compatibili con l'ambiente e le diverse culture.
Soluzioni esportabili e condivisibili".
Dalla Conferenza di Bonn e' emerso che ogni anno i
rifugiati ambientali sono oltre 6.000.000, mentre 135.000.000
rischiano di diventarlo.
(AGI/AFP) - Nazioni Unite, 12 giu. - Il Sudan permettera' alle agenzie umanitarie espulse lo scorso marzo di ritornare nel Darfur e riprendere le operazioni di aiuto alle popolazioni. Lo ha annunciato John Holmes, responsabile Onu per gli aiuti umnitari. "Il governo (sudanese) ha detto che sono benvenute non solo le ong esistenti, ma anche quelle nuove, nuove ong, con nomi nuovi e nuovi luoghi", ha spiegato Holmes. Khartoum espulse tutte le organizzazioni non governative e i gruppi umanitari dopo che la Corte Penale Internazionale a marzo emise un mandato d'arresto nei confronti del presidente sudanese Omar al-Beshir per crimini contro l'umanita' nel Darfur.