
(AGI) - Roma, 13 mar. - Amnesty International ha condannato la
dura repressione di Pechino nei confronti di un gruppo di
pacifici manifestanti nella capitale del Tibet, Lhasa.
L'organizzazione ha chiesto alla Cina di rilasciare
immediatamente tutte le persone arrestate negli ultimi giorni
"per aver esercitato i propri diritti".
Amnesty ha riferito che, secondo testimoni oculari, l'11
marzo la polizia cinese ha usato gas lacrimogeni e pungoli
elettrici per disperdere 500 manifestanti che stavano chiedendo
il rilascio di alcuni monaci arrestati nel corso delle proteste
dei giorni scorsi. Lunedi' 11 dimostranti, tra cui nove monaci,
sono stati brutalmente picchiati e arrestati all'esterno del
tempio di Tsuklakhang, nel centro di Lhasa. Il gruppo stava
manifestando per ricordare il 49esimo anniversario della fuga
del Dalai Lama dal Tibet, dopo il fallimento della sua
ribellione contro il dominio cinese. Nelle stesse ore sono
stati arrestati una cinquantina di monaci in altre zone della
capitale. "I dimostranti hanno il diritto di esprimere la
propria pacifica protesta", ha dichiarato Paolo Pobbiati,
presidente della sezione italiana di Amnesty, "negando la
liberta' di espressione e di riunione, la Cina viola gli
standard internazionali sui diritti umani". In questo modo, ha
aggiunto, "le promesse fatte in occasione dei Giochi Olimpici a
Pechino appaiono ancora piu' vuote e lontane".