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10 settembre 2010   h: 15.47

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I Progetti

LA LUNGA NOTTE DI YIROL

Il progetto di Medici con l’Africa Cuamm ispiratore del reportage vincitore della prima edizione degli NGO World Videos. 'La lunga notte' di un'intera comunità che finalmente vede la luce

Le immagini, a volte, sono l’unica testimonianza di realtà altrimenti lontane. È questo che ha spinto Medici con l’Africa Cuamm a realizzare il reportage ‘La lunga notte’. Grazie all’opera del regista Nicola Berti, l’inaugurazione dell’ospedale di Yirol si trasforma in un evento capace di superare i confini del Sud Sudan. “L’idea del documentario è nata dalla necessità di dare conto del nostro importante sforzo per la riabilitazione dell’ospedale di Yirol”, ha raccontato Linda Previato, responsabile comunicazione del Cuamm, “abbiamo cercato di trasferire in un linguaggio audiovisivo la quotidianità del nostro lavoro in Africa”.

Yirol è una piccola cittadina il cui ospedale è stato chiuso per 25 anni a causa della guerra nella regione, prima di essere riaperto grazie al progetto di Medici con l’Africa Cuamm. Le immagini del reportage scorrono sulla struttura ospedaliera come si presentava prima dei lavori: donne incinte stremate da viaggi infiniti attendono nella sala d’aspetto, una veranda di terra assolata. La telecamera si muove lentamente nella sala operatoria, illuminata da una lampadina appesa ad un filo, come la vita di migliaia di donne in questa regione ancora devastata dalle conseguenze della guerra. A questa desolazione si sostituisce la rinascita. Uomini sudanesi lavorano alla ristrutturazione sotto un cielo infinito, mentre i medici riorganizzano le attività sanitarie. “Non è desiderio di avventura, no. È che senti relativo il buono, il giusto della civiltà democratica di massa da cui vieni. Desiderare piccole cose facilmente raggiungibili o farsi promotore di una lotta incessante contro l’arretratezza e il bisogno?”, questa è la domanda che ha mosso il medico del Cuamm nel piccolo villaggio africano.


I tamburi della festa di inaugurazione si alzano pian piano, seguendo contemporaneamente la storia di una ragazza di 22 anni, ricoverata proprio la sera della festa. La sua lunga notte diventa il simbolo della lunga notte di una intera comunità che finalmente vede la luce.


Il progetto sanitario pensa anche alla formazione di personale sudanese e fornisce i farmaci essenziali, attrezzature e materiali di consumo. Un piccolo grande intervento in una terra dove la mortalità infantile e materna sono tra le più alte dell’Africa, dove ogni 1.000 bambini ne muoiono 150 alla nascita e altri 250 non arrivano ai 5 anni di età. Dopo l’inaugurazione, in soli tre mesi il personale medico ha effettuato 30 operazioni chirurgiche, di cui sei tagli cesarei. “La festa è culminata con un parto cesareo, che è poi il nucleo del reportage”, racconta Nicola Berti, regista di ‘La lunga notte’, “la nascita di questo bambino è stata di buon auspicio per la vita del nuovo ospedale di Yirol”.

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