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10 settembre 2010   h: 15.43

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Emergenza Pakistan

I Progetti

L'intervista

LA PREVENZIONE EPIDEMIOLOGICA

Formazione di medici e infermieri nei nuovi centri. Parla Eugenio Malfatti, responsabile del progetto.

Riferimenti

VACCINI PER 200.000 BIMBI

Migliorare l’assistenza all’infanzia nelle zone remote del Paese: il progetto 'Salissa-Muana' di Eni Foundation.

Zoom

TRA MISERIA E MALATTIE

Il 60% della popolazione vive al di sotto della soglia di poverta', cosi' malaria e Aids continuano a mietere vittime.

CONGO-BRAZZAVILLE
Una nuova sanità lungo il Grande Fiume

'Salissa-Muana', un progetto di Eni Foundation per portare la sanità di base nelle aree più sperdute del Paese. Già operativi 11 dei 30 centri sanitari previsti

Congo, il 'Grande Fiume'. Lo chiama così la gente che abita gli agglomerati di capanne in fango e paglia, disseminati lungo le sue rive. Immenso e inquietante. Ne hanno tutti timore ma anche rispetto, perché è fonte di sostentamento. Lo navigano per pescare, per spostarsi, per andare a far visita ai parenti o a farsi curare. Tutta la vita si svolge sul fiume. In questa stagione, ingrossato a dismisura dalle piogge, inonda tutto. Le capanne finiscono sott’acqua, ma sono costruite per resistere alla piena e quando il Grande Fiume si sarà ritirato, le restituirà quasi intatte. Nel frattempo le piroghe fanno da casa galleggiante su cui mangiare, riposare e, per i bambini, giocare.


Il motoscafo risale la corrente con agilità. È lungo il viaggio fino a Loukolela e poi a Mossaka, due grandi villaggi raggiungibili solo via fiume. Ci si imbarca da Oyo, circa 400 chilometri a nord di Brazzaville, la capitale della Repubblica del Congo. Sei ore di navigazione per coprire 240 chilometri. Non c’è nulla. Solo il fiume, prima l’Alima e poi il Congo, la foresta e le capanne. Sono pochi i bianchi che passano da queste parti. Il viaggio lo facciamo con Eugenio Malfatti, il medico responsabile del progetto ‘Salissa-Muana’ di Eni Foundation.


Riabilitare i centri di salute primaria significa dare la possibilità a molti di accedere alle cure, ai bambini di essere vaccinati, curati dalla malaria -prima causa di mortalità- dalle infezioni respiratorie e intestinali, da parassitosi; alle donne di partorire in una struttura protetta. Non è poco per chi non ha nulla. A Loukolela i lavori di riabilitazione sono stati completati, risolti gli ultimi problemi come, a esempio, difendersi dai pipistrelli che infestano la zona e rendono maleodorante e non igienico il centro.

difendersi dai pipistrelli che infestano la zona e rendono maleodorante e non igienico il centro

È un confronto costante con la natura che qui è sovrana. Il centro è di vitale importanza: significa accesso alla sanità di base per 23mila persone, di cui il 4 per cento bambini di età compresa tra 0 e un anno. L’ospedale più vicino è a Oyo, qualche ora di motoscafo per noi, giorni di piroga per loro. Da qui la necessità di una struttura locale efficiente, come quella appena ultimata e che comprende il blocco operatorio, la sala parto, due stanze per l’ospedalizzazione degli uomini e delle donne, uno spazio per le vaccinazioni e l’educazione igienico-sanitaria delle mamme e un laboratorio di analisi dove fare un emocromo, l’esame della goccia spessa per la malaria e il test per l’Hiv. Un ospedale in miniatura.


Una situazione che rende difficile tenere un’anagrafe aggiornata

A Mossaka, invece, il centro sanitario di base è inserito in una struttura ospedaliera abbastanza efficiente, pur con qualche carenza. Vi lavora anche un medico, fatto raro perché nella maggior parte dei centri questa funzione è affidata a un assistente sanitario, figura intermedia tra il medico e l’infermiere. In questo ospedale nascono tra i 50 e i 55 bambini ogni mese. Il numero delle nascite, tuttavia, è molto maggiore perché sono ancora tantissime le donne che partoriscono in casa e, quindi, il computo dei nuovi nati dovrebbe essere tenuto dal capo villaggio. Una situazione che rende difficile tenere un’anagrafe aggiornata, tanto più che, se è vero che l’iscrizione è gratuita, gli ospedali si fanno pagare per potersi finanziare e molte madri vi rinunciano. Emile Mavoungo, il medico, mostra con orgoglio i lavori di ristrutturazione del suo ospedale. Non manca di sottolineare che la difficoltà principale è sempre rappresentata dalla carenza di fondi. Malfatti, che ben conosce la realtà locale e i problemi di chi vi lavora, apprezza la passione e i risultati conseguiti dal collega congolese. La visita del “docteur”, anche se breve, ha rinnovato slancio e speranza in molti e tra promesse e impegni concreti lasciamo Mossaka, di nuovo sul Grande Fiume.

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