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10 settembre 2010   h: 16.51

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La forza del meticcio

Italiani e migranti insieme per evitare che in Italia "la dimensione del diritto sia completamente massacrata". Parla Stefania Ragusa, presidente del Comitato Primo Marzo 2010.

"E' presto per i bilanci. Tuttavia, l'iniziativa e' riuscita perche' la fase di attivazione e mobilitazione delle reti antirazziste e' stata raggiunta. Siamo riusciti a creare un sacco di contatti. Siamo riusciti a far parlare dell'evento". Lo ha detto Stefania Ragusa, presidente del Comitato Primo Marzo 2010. "Adesso - ha spiegato - si apre la fase delle proposte, la parte 'politica' e sara' molto impegnativa perche' si trattera' di scegliere dei
contenuti e di lavorare su quelli. La forza di questo movimento e' nell'essere 'meticcio', ovvero, fatto da italiani e non italiani insieme. Non italiani caritatevoli, non stranieri arrabbiati, ma gente che vive in Italia e pensa sia necessario darsi tutti da fare per evitare che in questo Paese la dimensione del diritto sia completamente massacrata". Ragusa ha detto che : "l'adesione nel Mezzogiorno e' stata notevole. Ho sentito i nostri rappresentanti a Reggio Calabria e Palermo e ci hanno detto che e' andata molto bene. C'era tanta gente, tanto movimento. Essere riusciti a sollecitare e coinvolgere le periferie d'Italia, posti del Sud dove normalmente non si manifesta, e' stato un successo. Si sta pensando di rilanciare un'altra giornata di sciopero e questa volta ci auguriamo aderiscano anche i sindacati. Ci sono date nell'aria ma nulla di preciso. C'e' la necessita' di darsi presto un nuovo appuntamento per far si' che l'esperienza non si esaurisca oggi." Secondo il Presidente del Comitato "Le leggi attuali sull'immigrazione non sono adeguate, a partire da una legge che lega il permesso di soggiorno al lavoro. Sono leggi che producono clandestinita' e il pacchetto sicurezza non fa altro che aggravare questa situazione. La
clandestinita' non e' diminuita ma aumentata. E il sistema di inserimento dei lavoratori stranieri non funziona. Bisogna continuamente ricorrere a sanatorie mascherate".

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