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11 marzo 2010   h: 16.58

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19 passi per uscire dalla crisi

Dal rafforzamento del ruolo dell'Onu, delle Ong e della società civile afghana al risarcimento dei familiari dei civili colpiti 'per errore'. La risoluzione finale adotatta dalla pre-conferenza sulla pace di Kabul

Ecco il testo della Risoluzione adotatta dalla pre-conferenza sulla pace della societa' civile afghana a Kabul. 
Si propone che la comunità internazionale debba: 
1. Rafforzare il ruolo delle Nazioni Unite, delle organizzazioni non governative e della Societa’ Civile Afgana e garantire il loro rispettivo coinvolgimento nella cooperazione, ricostruzione e riconciliazione nazionale dell’ Afghanistan;
2. Evitare infortuni a danni dei civili e compensare le eventuali vittime in rispetto degli standard prescritti dalle leggi internazionali sui Diritti Umani;
3. Sostenere la revisione del mandato UNAMA in stretta collaborazione con il governo afgano. Agevolare il termine della missione Enduring Freedom e il mutare le truppe ISAF in una nuova entita’ in cui le Nazioni Unite abbiano un ruolo chiaro e possiedano un mandato che garantisca attivamente la protezione dei civili. La commissione delle Nazioni Unite per la Costruzione della Pace dovrebbe definire modalita’ e tempistica del menzionato processo;
4. Rafforzare la presenza italiana nella missione dell’Unione Europea in supporto al rafforzamento delle capacita’ della Polizia Nazionale Afgana, di cui dovrebbe essere accresciuto il numero;
5. Rivedere il sistema dei Team Provinciali di Ricostruzione (PRTs). Il ruolo delle forze militari dovrebbe essere chiaramente separato dalla cooperazione civile e le attività di ricostruzione;
6. Rafforzare il ruolo dell’Esercito Afgano a livello nazionale, accrescendo la qualita’ del personale e il numero stesso;
7. Rafforzare la partecipazione della popolazione afgana e delle organizzazioni rappresentanti la societa’ civile al processo di ricostruzione della pace che dovrebbero avviare relazioni diplomatiche e prendere parte ai negoziati con tutte le entita’ coinvolte;
8. Una particolare attenzione dovrebbe essere rivolta ai diritti e bisogni delle categorie estremamente vulnerabili e ai gruppi piu’ emarginati. Entrambi le categorie dovrebbero essere coinvolte nel processo di ricostruzione della pace;
9. Rinforzare e ricostruire il ruolo di attori tradizionali come la Jirga, gli Ulema, i Malik e i capi religiosi nel processo di ricostruzione della pace e della politica stessa e nelle negoziazioni con tutte le entità coinvolte;
10. Il processo dovrebbe approdare ad una Conferenza Internazionale della Pace, da tenersi entro il 2008 assicurando la partecipazione di tutte le entità coinvolte;
11. Avviare e stabilire forum a livelllo regionale costituiti dalle organizzazioni della societa’ civile che possano seguire e far adottare le raccomandazioni di questa conferenza;
12. Supportare e verificare che le raccomandazioni della Joint Peace Jirga vengano rispettate e che la comunita’ internazionale supporti l’intero processo di pace anche coinvolgendo le entita’ facenti dell’opposizione;
13. Cambiare la strategia di riforma del sistema giudiziario, prendendo nella giusta considerazione i diritti umani, l’amministrazione dell’intero sistema razionallizzando i curricula di studio di giudici e avvocati. Coinvolgendo adeguatamente la popolazione, si ritiene necessario inoltre condurre una seria investigazione sui crimini commessi durante, prima e dopo il regime Talebano;
14. Rafforzare il ruolo delle donne nella societa’ civile, prendendo in considerazione I loro bisogni e richieste. Supportare la rete di organizzazioni e i programmi che si adoperano per l’affermazione dei diritti delle donne e le sotengono nella crescita sociale;
15. Supportare un aumento considerevole di fondi stanziati per la cooperazione internazionale e locale e per la ricostruzione del paese. Al momento, il rapporto tra le spese civili e quelle militari e’ di 1:9. Almeno il 50:50 dovrebbe essere raggiunto entro il 2008;
16. Lanciare e seguire programmi di sviluppo esaustivi soprattutto nelle aree di conflitto e nelle zone rurali, dove le organizzazioni che rappresentano la societa’ civile hanno ancora un ruolo significativo e determinante;
17. Favorire il commercio dei prodotti agricoli che l’Afghansitan produce, offrire colture altenative ai produttori di oppio e sostenere I contadini locali;
18. Focalizzarsi e dare priorita’ ai programmi di riabilitazione del paese, come ad esempio lavorare per il miglioramento delle comunicazioni e delle infrastrutture a livello Nazionale;
19. Obiettivo principale rimane garantire alla popolazione intera l’accesso ai piu’ basici diritti umani, ovvero garantire loro diritto all’educazione, alla salute, accesso alle risorse idriche ed alimentari.

 

 

14 marzo 2008

 

 

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