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9 settembre 2010   h: 22.01

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Una scelta meditata

Per le ong la tre giorni diventa l’occasione per parlare di cooperazione internazionale e sviluppo, tra promesse mancate e impegno sul campo. E per fare il punto sull’Expo che non decolla. L'opinione di Lele Pinardi, Presidente CoLomba.

Fà La Cosa Giusta arriva alla sua settima edizione, in piena forma e con la previsione di un ulteriore aumento del pubblico. Fin dalla sua nascita, nel 2004, ha ospitato argomenti legati alla cooperazione internazionale che via, via, nel corso degli anni si sono moltiplicati: dal commercio equo, ai progetti di sicurezza alimentare, al turismo responsabile, allo sviluppo sostenibile, all’acqua, alla qualità della vita che – anche in paesi più poveri e vulnerabili – è un diritto oltre che un’aspettativa assai diffusa. Quest’anno la presenza delle organizzazioni non governative all’interno della fiera sarà particolarmente significativa per la presenza di ong da tutta Italia e, in particolare, dalla Lombardia. Per le 100 associazioni di cooperazione e solidarietà internazionale che fanno parte di CoLomba-COoperazione LOMBArdia quello di quest’anno è il secondo appuntamento ma il primo che preveda un vero e proprio programma di iniziative che, tra l’altro, scombina la divisione in aree tematiche della fiera: saremo infatti presenti nel turismo responsabile, nell’area pace e partecipazione, nell’area dedicata all’acqua, nel commercio equo e solidale….ma tutti ben identificabili per la nostra competenza internazionale.

Ci sono vari motivi per cui i nostri soci saranno presenti all’interno dei principali appuntamenti  della fiera, non solo legati alla visibilità, che non fa mai male, ma soprattutto collegati ai contenuti di cui la fiera è portatrice.  Kuminda significa "diritto al cibo" e la Piazza Kuminda sarà  uno spazio aperto e pubblico dove si alternernano dibattiti e seminari, iniziative artistiche e culturali, dedicati a temi vari temi: diritto al cibo, consumo responsabile e agricoltura eco-sostenibile. Protagonisti i cittadini che potranno confrontarsi con esperti, ospiti internazionali, reti locali e ong per discutere  insieme su domande quali: da dove viene quello che mangiamo? Può Milano nutrire sé stessa? Come si può sconfiggere la fame? Le iniziative della piazza sono organizzate da Fà la cosa giusta! - in collaborazione con l'associazione Cibo per Tutti, il Comitato Italiano Sovranità Alimentare (CISA), Acra, Mani Tese ma coinvolgono reti di produttori e consumatori, Ong e associazioni ambientaliste che condividono l'impegno a promuovere un modello di produzione alimentare che garantisca il diritto universale al cibo, sia nel Nord che nel Sud del mondo, e che sia rispettoso dell'ambiente e delle comunità rurali.
Anche per questo, lanceremo le iniziative di educazione allo sviluppo da realizzare in contemporanea in diverse località della Lombardia, fino al prossimo mese di maggio. Alla fiera – con le altre associazioni che partecipano al tavolo Fai l’Expo Giusto ! (venerdi ore 9.30) - solleveremo il problema di un Expo che non decolla, ma attraverso una raccolta di opinioni dai visitatori alla mostra, anche di una cooperazione allo sviluppo – italiana – che ci imbarazza per le inadempienze rispetto agli impegni assunti a livello internazionale (domenica ore 11.30). Avremo anche modo di presentare l’iniziativa AltriMondiali 2010 (sabato alle ore 12.00) per dimostrare che ogni occasione è buona per portare nel mondo la solidarietà della Lombardia. Nella giornata di domenica (dalle 10.30 alle 16.00) saremo tra i promotori di un seminario, ad inviti: Nutrire Milano - Per nutrire il Pianeta che in un certo senso si può prendere a modello dei motivi per cui partecipiamo a Fà La Cosa Giusta. Il crescere di una società civile che sta superando le sue divisioni tematiche e settoriali, in cui l’alleanza tra tanti – nel rispetto di competenze ed esperienze specifiche, anzi proprio a partire dal reciproco riconoscimento – consente di condividere le campagne e gli argomenti da sollevare all’attenzione delle istituzioni e dell’opinione pubblica. Una società civile che deve diventare globale e portare i concreti problemi locali nelle agende e nelle riunioni dove si definiscono lo strategie mondiali che, poi, riguarderanno tutti. Una società civile capace di esprimersi con autorevolezza e di negoziare i modelli di sviluppo, tanto quanto gli stili di vita o i contenuti della diplomazia tra Stati e regioni del mondo.

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