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3 settembre 2010   h: 00.55

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MIGRANTI: IFAD, DA RIMESSE 40 MLD DLR AD AFRICA MA NON BASTA

(AGI) - Roma, 20 ott. - I lavoratori africani inviano alle famiglie che vivono nel continente piu' di quaranta miliardi di dollari ogni anno. Leggi restrittive e tariffe alte, tuttavia, sminuiscono il potenziale che queste rimesse avrebbero di risollevare i poveri dalla loro condizione di indigenza. A rivelarlo, il rapporto dell'Ifad 'Sending Money Home to Africa' che sara' presentato a Tunisi giovedi' e venerdi' al Forum Globale sulle Rimesse 2009, organizzato dal Fondo internazionale per lo Sviluppo Agricolo e dalla Banca africana per lo sviluppo (AfDB). A livello globale, si legge in un'anticipazione del documento, i flussi delle rimesse superano i trecento miliardi di dollari l'anno, superando l'ammontare degli Investimenti stranieri diretti e dell'Aiuto ufficiale allo sviluppo messi insieme. Mentre i costi per i trasferimenti di denaro sono diminuiti in modo significativo in America Latina e in Asia, mandare i soldi a casa in Africa e' pero' ancora molto costoso: per i trasferimenti all'interno del continente i costi possono arrivare al 25% della somma inviata.
  Al vertice del G8 a L'Aquila lo scorso luglio, i leader mondiali hanno riconosciuto l'impatto che i flussi delle rimesse hanno sullo sviluppo e si sono prefissi l'obiettivo di dimezzare il costo dei trasferimenti nei prossimi cinque anni attraverso la creazione di un ambiente competitivo e senza barriere per i trasferimenti. Tra il 30-40% delle rimesse inviate in Africa e' diretto alle zone rurali, dove i poveri non hanno accesso a servizi finanziari e dove le famiglie degli emigrati devono percorrere grandi distanze per poter prelevare il denaro inviatogli dai loro cari. L'intero continente africano ha lo stesso numero di punti dove le famiglie degli emigrati possono prelevare le rimesse che il Messico. Il rapporto Ifad dimostra che aprendo semplicemente ad altre strutture la possibilita' di offrire servizi di trasferimento delle rimesse, per esempio istituzioni di microfinanza e uffici postali, il numero dei punti di prelievo delle rimesse raddoppierebbe. Inoltre, il documento evidenzia come nuove tecnologie (come i cellulari) e strutture gia' esistenti (in particolare uffici postali o piccoli empori e stazioni di rifornimento) potrebbero rendere piu' a portata di mano i servizi associati alle rimesse. "In tempi di recessione, favorire i trasferimenti di queste rimesse alle famiglie nelle aree rurali dell'Africa e' piu' vitale che mai", ha sottolineato il presidente aggiunto dell'Ifad, Kevin Cleaver, prima di partire per Tunisi. "Il potere delle rimesse puo' essere stimolato abbattendo le barriere e rendendo meno costoso per le famiglie africane prelevare il proprio denaro," ha aggiunto.



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