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9 febbraio 2010   h: 09.54

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Dall'europa e dal mondo

GB: INCHIESTA GUERRA IRAQ; "NON SARA' UN COLPO DI SPUGNA"

(AGI/EFE) - Londra, 23 nov. - L'incaricato del governo britannico di guidare l'inchiesta pubblica sulle circostanze che portarono alla guerra in Iraq ha assicurato che non ci saranno colpi di spugna. Di fronte al diffuso scetticismo sul fatto che una commissione nominata da Downing Street possa essere indipendente dal governo, Chilcot ha promesso non solo un resoconto "accurato e approfondito", ma anche imparziale.
  "Abbiamo accesso completo all'insieme dei documenti emanati dal governo a vario grado in nove anni e abbiamo gia' visto che e' piu' che sufficiente per per sapere che non si e' cercato di nascondere niente perche' e' impossibile". Chilcot ha aggiunto che il team ha gia' cominciato a lavorare a "una montagna" di documenti e che ha incontrato la maggioranza delle famiglie dei 179 militari britannici morti nel corso della guerra, cominciata con l'invasione nel 2003. L'inchiesta esaminera' alcuni delle questione piu' 'calde': le risorse -se cioe' ci fossero sufficienti "uomini e materiali"- per l'invasione, l'interazione tra le decisioni politiche e la pianificazione militare e l'assistenza riservate alle vittime del conflitto.
  Ma -ha ammesso Chilcot- la questione principale, da cui dipendono tutte le altre, e' se la decisione di scendere in guerra fosse giustificata e se si tratti di una guerra legittima. Sara' la Commissione stessa ad interrogare i testimoni, generali, diplomatici, funzionari d'alto livello e lo stesso ex premier Tony Blair; e alle critiche sul perche' non sia stato nominato un avvocato, Chilcot ha risposto dicendo che non si tratta di un processo giudiziario, ma di un'inchiesta. Ma nel mirino delle critiche c'e' lo stesso Chilcot: qualcuno ha ricordato che partecipo' alla cosiddetta inchiesta Hutton sulle circostanze della morte dello scienziato David Kelly, dopo che si era scoperto che era stato la 'gola profonda' che aveva "soffiato" alla Bbc che il governo britannico aveva esagerato volutamente il pericolo del presunto arsenale nucleare di Saddam Hussein. Ma le critiche alla commissione sono molteplici. Tra i componenti della commissione, c'e' la baronessa Prashar, secondo alcuni totalmente priva della competenza necessaria; e l'ex ambasciatore Roderic Lyne, consigliere di una banca, Jp Morgan Chase, e un'azienda petrolifera, BP, entrambe con interessi nel nuovo Iraq. Secondo Oliver Miles, l'ex ambasciatore in Libia ascoltato domenica dall'Independent, non si e' prestato sufficiente attenzione neanche alla nomina di due storici che "appoggiarono entrambi con forza" Tony Blair e/o la guerra in Iraq". Uno di loro, Martin Gilbert, nel 2004 scrisse che l'allora presidente Usa, George W. Bush, e Blair sarebbero stati paragonati "con il passare del tempo a Roosevelt e Churchill". L'altro storico, Lawrence Freedman era considerato l'artefice della "dottrina Blair" sugli interventi umanitari, utilizzata tanto per la guerra in Kosovo che per le campagne militari in Iraq e Afghanistan; ed entrambi, ha concluso Miles ricordando che la stessa stampa israeliana lo ha detto, "sono ebrei e almeno uno di loro e' un attivo difensore del sionismo". (AGI) Bia



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