
(AGI) - Ramallah, 27 ott. - Israele ha tagliato l'acqua ai
palestinesi nei territori occupati. Lo ha riferito la Bbc
riportando la denuncia di Amnesty International, secondo cui il
sistema di depurazione nella Striscia di Gaza e' "a un punto di
crisi". In una relazione di 112 pagine, l'organizzazione ha
calcolato che il consumo medio giornaliero d'acqua dei
palestinesi e' di circa 70 litri al giorno, contro i 200 degli
israeliani. E in alcuni casi, ha denunciato Amnesty, non si
arriva ai 20 litri giornalieri, la minima quantita' prevista in
caso di emergenza umanitaria. Contemporaneamente alcuni coloni
israeliani godono di piscine e giardini lussureggianti nelle
proprie abitazioni. Lo Stato ebraico ha smentito la notizia,
controbattendo che i palestinesi in realta' hanno piu' acqua di
quanto sia stato stabilito nell'accordo di pace del 1990.
Amnesty ha individuato una serie di misure definite
discriminatorie. Israele si e' appropriato della gran parte
delle riserve del fiume Giordano e usa l'80% di una falda
acquifera condivisa; ai palestinesi che vivono in Cisgiordania
non e' concesso di perforare pozzi senza il permesso
israeliano, difficilissimo da ottenere; l'esercito israeliano
spesso "distrugge" le cisterne adibite alla raccolta dell'acqua
piovana; l'organizzazione ha raccolto la testimonianza di un
soldato israeliano secondo la quale i serbatoi d'acqua sui
tetti di alcune case di palestinesi sono utilizzati
dall'esercito per esercitarsi al tiro al bersaglio; alcune
operazioni militari dell'esercito israeliano hanno danneggiato
le infratrutture idriche palestinesi, anche nell'offensiva
nella Striscia dello scorso inverno; la chiusura dei valichi
con l'Egitto ha esasperato una situazione gia' allarmante,
pregiudicando di fatto l'accesso ad una serie di materiali
necessari per la depurazione e la realizzazione dei progetti.
La relazione ha avidenziato inoltre la cattiva gestione delel
autorita' palestinesi del settore, che secondo Amnesty e' nel
"caos totale". "L'acqua e' una necessita' fondamentale e un
diritto, ma per molti palestinesi e' diventata un lusso che
possono a malapena permettersi", conclude la relazione.