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10 settembre 2010   h: 16.39

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M. O.: AMNESTY, ISRAELE HA TAGLIATO ACQUA AI PALESTINESI

(AGI) - Ramallah, 27 ott. - Israele ha tagliato l'acqua ai palestinesi nei territori occupati. Lo ha riferito la Bbc riportando la denuncia di Amnesty International, secondo cui il sistema di depurazione nella Striscia di Gaza e' "a un punto di crisi". In una relazione di 112 pagine, l'organizzazione ha calcolato che il consumo medio giornaliero d'acqua dei palestinesi e' di circa 70 litri al giorno, contro i 200 degli israeliani. E in alcuni casi, ha denunciato Amnesty, non si arriva ai 20 litri giornalieri, la minima quantita' prevista in caso di emergenza umanitaria. Contemporaneamente alcuni coloni israeliani godono di piscine e giardini lussureggianti nelle proprie abitazioni. Lo Stato ebraico ha smentito la notizia, controbattendo che i palestinesi in realta' hanno piu' acqua di quanto sia stato stabilito nell'accordo di pace del 1990.
  Amnesty ha individuato una serie di misure definite discriminatorie. Israele si e' appropriato della gran parte delle riserve del fiume Giordano e usa l'80% di una falda acquifera condivisa; ai palestinesi che vivono in Cisgiordania non e' concesso di perforare pozzi senza il permesso israeliano, difficilissimo da ottenere; l'esercito israeliano spesso "distrugge" le cisterne adibite alla raccolta dell'acqua piovana; l'organizzazione ha raccolto la testimonianza di un soldato israeliano secondo la quale i serbatoi d'acqua sui tetti di alcune case di palestinesi sono utilizzati dall'esercito per esercitarsi al tiro al bersaglio; alcune operazioni militari dell'esercito israeliano hanno danneggiato le infratrutture idriche palestinesi, anche nell'offensiva nella Striscia dello scorso inverno; la chiusura dei valichi con l'Egitto ha esasperato una situazione gia' allarmante, pregiudicando di fatto l'accesso ad una serie di materiali necessari per la depurazione e la realizzazione dei progetti.
  La relazione ha avidenziato inoltre la cattiva gestione delel autorita' palestinesi del settore, che secondo Amnesty e' nel "caos totale". "L'acqua e' una necessita' fondamentale e un diritto, ma per molti palestinesi e' diventata un lusso che possono a malapena permettersi", conclude la relazione.



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