
(AGI) - CdV, 26 mag. - "Il presidente della Cei Bagnasco ha
parlato di malinteso multiculturalismo in quanto il
multiculturalismo porta a culture isolate, enclavi chiuse,
isole separate e questo non e' il modello da perseguire, in
quanto ha gia' dimostrato in altre nazioni gli effetti di non
riuscita". Lo ha precisato il segretario dell'Episcopato
italiano, mons. Mariano Crociata, che in una conferenza stampa
sui lavori dell'Assemblea Cei ha chiarito che la preferenza
della Chiesa e' per il modello dell'interculturalismo.
"L'interculturalismo - ha spiegato - e' scambio, arricchimento,
condivisione di un territorio e dei valori e istituzioni che
fanno l'unita' di quel territorio che non e' un'unita'
geografica ma storica e culturale, la quale - ha scandito
Crociata - deve essere contesto e orizzonte in cui le varie
culture possono integrarsi attorno a quella che e' la cultura
non dominante ma che plasma il tessuto artistico e sociale di
comune appartenenza".
Secondo i vescovi, cioe', "chi arriva non e' invitato a
negare la propria identita' ma a viverla nel rapporto con gli
altri". Mons. Crociata ha parlato anche delle critiche di
organismi cattolici al pacchetto sicurezza: "si tratta
esattamente - ha spiegato - dell'articolazione di una vita di
Chiesa in cui i giudizi generali possono trovare espressioni
concrete in riferimento a problemi concreti. Il card. Bagnasco
ha richiamato l'esigenza imprescindibile del rispetto e
salvaguardia dei diritti fondamentali di ogni persona umana. Su
questo non possiamo retrocedere, ma il richiamo trova
applicazioni concrete delle sedi proprie che non hanno bisogno
di indicazioni ulteriori".