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8 maggio 2008

Torino

È tempo di cambiare – Rischi dei cambiamenti climatici in un mondo disuguale organizzato dal VIS alla Fiera Internazionale del Libro di Torino

Nargis e Sidr: i cicloni dei cambiamenti climatici ed il ruolo delle ONG

344 milioni a rischio di cicloni tropicali, 521 milioni a rischio di inondazioni sono, secondo l'ultimo Rapporto sullo sviluppo umano 2007-2008 UNDP, le persone che possono essere colpite da eventi naturali catastrofici. I dati registrano, nell'ultimo anno, un aumento delle alluvioni rispetto alla media degli ultimi sette anni, mentre, per il decennio 1997 – 2007, indicano una crescita dei disastri naturali pari al 60%, aumentati da 4241 a 6806, con il raddoppio delle vittime da 600 mila ad 1,2 milioni, con una media della persone colpite del 17%.  La forza e la frequenza di Nargis e Sidr, gli ultimi cicloni che si sono abbattuti in Myamar e Bangladesh, sono i fenomeni più evidenti dei cambiamenti climatici a cui il Pianeta è sottoposto. “È tempo di cambiare – Rischi dei cambiamenti climatici in un mondo disuguale” il seminario organizzato all'interno del Salone Internazionale del Libro di Torino dal VIS, che prende spunto dalla pubblicazione edita dalla SEI  “Cambiamenti climatici – Tempi duri per lo sviluppo sostenibile” di Maria Vittoria Sbordoni, mette al centro dell'incontro il ruolo delle ONG in un mondo flagellato da un clima impazzito.

Gli eventi catastrofici, come il ciclone Sidr in Bangladesh e quello Nargis in Myamar,  spazzano in pochi secondi non solo migliaia di vite umane, ma anche decenni di  lavoro delle ONG impegnate in questi paesi nella realizzazione di progetti di cooperazione allo sviluppo, costringendole a riconvertire le loro attività in interventi di emergenza e di assistenza. C'è la necessità di affrontare la questione dei cambiamenti climatici anche da un punto di vista della cooperazione e dello sviluppo umano: le ONG debbono applicare strategie d'intervento che da un lato limitino gli effetti immediati sulle popolazioni del sud del mondo e dall'altro diano loro il  ruolo di promotori di nuovi stili di vita e di consumo che portino a pratiche efficaci di sostenibilità per tutti.
Se i cambiamenti climatici costituiscono una minaccia per l’intera umanità sono i poveri e le nazioni in via di sviluppo a dover per primi affrontare i costi umani più gravi e immediati, senza aver alcuna responsabilità nell'accumulo del debito ecologico planetario. Gli esperti sostengono che se gli abitanti del Sud del mondo avessero emesso CO2 tanto quanto quello emesso nel nord America in questi anni avremmo bisogno, oggi, dell’atmosfera di nove pianeti per fronteggiare le immediate conseguenze. Tuttavia, le vulnerabilità maggiori non sono concentrate a Manhattan o  nella City di Londra, ma nelle zone a rischio d'inondazione in Bangladesh e nelle zone soggette a siccità nell’Africa subsahariana.

“I cambiamenti climatici toccano la vita di uomini e donne, di specie animali e vegetali, rischiando di modificare irreparabilmente le condizioni di vita del nostro Pianeta. Questi eventi, in realtà, per milioni di persone sono un biglietto di sola andata per una povertà e  una condizione di svantaggio irrecuperabile. - ha dichiarato Maria Vittoria Sbordoni – Ogni qualvolta  una catastrofe naturale si abbatte in qualche area del mondo le ONG sono chiamate ad operare interventi d'emergenza che, tuttavia, minano il ruolo di organismi impegnati in progetti di cooperazione e di sviluppo umano. Le ONG debbono riassumere la  responsabilità di fare advocacy e di incidere sulle scelte politiche dei governi e delle istituzioni di fronte al problema, vigilando sul rispetto e sull'applicazione degli strumenti predisposti in sede internazionale e, infine, lavorando affinché siano modificate le sensibilità sui temi ambientali e dello sviluppo sostenibile e, nel particolare, lo stile di vita e di consumo degli abitanti della Terra.”

Ufficio Stampa VIS – Volontariato Internazionale per lo Sviluppo
Giulia Pigliucci, Sabrina Regno - Associazione di ‘Dee
Tel. 06 70 30 94 98 - Fax 06 70 30 94 97 - comunicazione.add@libero.it

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