
Un progetto di Pierpaolo Palladino al Teatro Eliseo per i nuovi autori italo-stranieri
La manifestazione è realizzata con il sostegno del Comune di Roma, Assessorato alle politiche culturali.
Un fenomeno in grande espansione quello dei nuovi autori italo-stranieri, figli di immigrati o naturalizzati italiani che scrivono direttamente in lingua italiana e per il quale l’interesse è sempre più ampio.
“Roma vista dagli immigrati”, è il tema della manifestazione che propone autori di area asiatica a fianco di quelli di area africana, sudamericana, e dell’est europeo, anche non necessariamente di teatro, ma che si cimentino con la scrittura teatrale.
Autori per Roma incontra i narratori.
Come testimonial teatrale che parli degli stranieri dal punto di vista di un italiano, chiuderanno le serate due maestri del teatro di narrazione.
Marco Baliani, lunedì 11, racconterà dell'esperienza vissuta con i ragazzi degli slums di Nairobi, quando furono ospitati sui palcoscenici del Globe Theatre e del 1° maggio a San Giovanni per lo spettacolo "Pinocchio Nero", nell'ambito di un progetto di recupero curato da Amref ".
Ulderico Pesce, martedì 12, ricorderà la sua formazione teatrale nel laboratorio italo-russo condotto a Roma presso il teatro ateneo dal regista Anatolij Vassiliev nei primi anni novanta, esperienza pilota nella sua scelta di un teatro di impegno civile, fino all’ultima ricerca sul tema dell’immigrazione clandestina.
Due ospiti italiani in chiusura delle serate dedicate a dodici letture di autori italo-stranieri, sei per sera, con l’accompagnamento musicale dal vivo, per approfondire un aspetto fondamentale della Roma che verrà.
Gli autori e i testi:
“Stazione Termini” tratto dal romanzo “Madre Piccola” di Cristina Ali Farah (Italo-somala)
Tratto dal suo primo romanzo “Madre piccola” (ed. Frassinelli), una pagina che riflette con nostalgia sulla comunità somala alla stazione Termini negli ultimi nove anni, da punto di ritrovo e fermento di connazionali in attesa del ritorno in patria, ad approdo dei profughi di guerra senza più speranza ne patria.
“Romolo ed Era” di Angeliki Riganatou (greca)
"Cosa nascondono Romolo ed Era nelle cripte della chiesa di Santa Maria del Popolo? La polizia li cerca, ma lui è esaltato ed ottimista. Era invece è nervosa: si chiede se hanno davvero lo stesso obbiettivo, e se le cose non siano andate troppo oltre. Ma se sul serio verrà usato un decodificatore atomico, il risultato sarà quello atteso? E alla fine, chi è che avrà voglia di mangiare una pizza?"
“Le lacrime della merce” di Claudileia Lemes Dias (brasiliana)
José è un travestito brasiliano e a Roma pratica il mestiere più antico del mondo. Ma romano è anche il suo Angelo Custode, che dissente decisamente dall’attività del suo assistito. All’alba José rientra a casa e trova l’angelo ad aspettarlo per ascoltarlo, irriderlo e consolarlo, entrambi costretti in panni inadeguati.
“Piazza Vittorio” – di Gabriella Kuruvilla (italo-indiana)
Viola Chandra è una scrittrice italo-indiana, molto milanese. Invitata a Roma, per parlare di letteratura e immigrazione a piazza Vittorio, vive questo breve soggiorno nella capitale come un una tragica avventura. Che, da subito, assume i toni comici di una disfatta, umana e professionale.
“Finestre Romane” di Kathiusca Toala Olivares (equadorena)
In un afoso pomeriggio estivo romano si consuma un anomalo triangolo. Nella casa di un vecchio generone romano cieco, arriva Lucrezia, badante straniera assunta da una figlia premurosa ma sempre piena di impegni. La giornata è lunga e la pazienza si sa, ha un limite.
“Paraculis Romanis” di Lilla Falussy (ungherese)
Assomigliare o distinguere? Fare come gli altri oppure seguire la nostra stella? Siamo certi di prendere le decisioni giuste in ogni momento ? Sicuramente no! Un Night Club è un posto adeguato per svelare le stesse bugie.
“La Cartolina” di Masturah Alatas (malese)
Che significato potrebbe avere la leggenda della Caritas Romana per due donne malesi, una che vive nell’antichissima Roma e l’altra nella nuovissima Kuala Lumpur, ma è in visita nella città eterna? Quando l’arte e la storia, l’antico e il moderno, si confrontano attraverso immagini non sempre ‘da cartolina’.
“Mamma a Roma. Stop” di Muin Masri (palestinese)
Ma cosa si è messa in testa mia madre?! In vita sua non era mai uscita fuori dal paese, e ora, chissà perché, di punto in bianco, decide di prendere un aereo e di venire qui a Roma. Non so che pensare, sono davvero rovinato. Cosa le racconto? Come ho passato questi quattro anni? Dell’unico esame?
“Ragazze in Bikini” di Megan Williams (canadese)
Un’attempata ed ironica diplomatica canadese alle prese con un’indiavolata palestra di signore della Roma bene concentrate sul fitness.
“Voglio tornare a casa” di Ingy Mubiay (italo-congo-egiziana)
La voglia di tornare a casa e un foglio di via esecutivo non bastano ad un povero “immigrato per sbaglio” a tornare a casa, e tutto paradossalmente, per problemi di documenti che gli impediscono allo stesso tempo sia di restare che di partire.
“Occidentale, amore nero” di Claudio Nigro (Italo-brasiliano)
L’amore è un valore universale o una finzione romantica, un lusso che si possono permettere solo pochi fortunati nati nell’emisfero benestante del pianeta? Camilla, nonostante una vita vissuta all’insegna dell’onestà intellettuale, si scopre invischiata in una ragnatela di pregiudizi e bugie che non aveva mai immaginato possibile.
“San Lorenzo” di Igiaba Scego (italo-somala)
Possono due guerre lontane nel tempo e nello spazio essere la stessa? Il bombardamento del 43 di S.Lorenzo a Roma si sovrappone alla guerra civile somala, sullo sfondo della semifinale dei mondiali del 2006. Conflitti, ironia, scontri generazionali in una serata che sarà importante per tutti i personaggi della storia.
Gli interpreti:
Cristina Aubry
Fabio Bussotti
Alessandra Costanzo
Caterina Deregibus
Ferdinando Vaselli
Le musiche composte ed eseguite dal vivo dal maestro Pino Cangialosi, pianoforte, fisarmonica e fagotto, con Fabio Battistelli, clarinetto e clarinetto basso e Sitki Taskayali al Saz, percussioni e voce.
Ospite di apertura per l’11 giugno: Jean-Léonard Touadi, assessore all’università e alle politiche giovanili di Roma, saggista, autore del programma di Rai Educational "Un mondo a colori", esperto di letteratura migrante.
Allestimento a cura di Pierpaolo Palladino.
Ingresso € 5,00 inizio spettacoli ore 21,00
Ufficio Stampa Fiammetta Baralla fiammettabaralla@tin.it
In collaborazione con
Maria Clotilde Recchia info@pigrecodelta.it
Marialuisa Giordano autoriperroma@marialuisagiordano.it